Dopo gli sketch: ecco come diamo forma ad un veicolo a due ruote

Nello sviluppo di una moto o di uno scooter, il passaggio dal disegno al modello fisico è decisivo. È solo davanti a un volume reale che proporzioni ed ergonomia possono essere valutate con precisione: un serbatoio troppo allungato, una sella che sulla carta sembrava comoda, un profilo che convince di tre quarti ma perde equilibrio una volta visto di lato.

In MAC Design questo percorso viene seguito internamente in ogni sua fase, dal primo sketch al prototipo marciante. È proprio la continuità del processo, oltre alla competenza nelle singole fasi, a garantire la qualità del risultato finale.

Dai primi schizzi al concept finale, il processo creativo parte sempre da basi tecniche solide e si sviluppa attraverso sketch e render, strumenti fondamentali sia per presentare e condividere l’idea con il cliente, sia per fornire riferimenti precisi a modellisti e progettisti.

La modellazione manuale: dal poliuretano al clay

Per decenni la modellazione manuale delle moto si è basata sul poliuretano espanso, lavorato per asportazione di materiale: partendo da disegni in scala 1:1, il modello veniva scolpito a mano con raspe e sgorbie (qualcuno fresava anche in CNC) fino a riprodurre fedelmente il veicolo. Un metodo scultoreo efficace, ma poco flessibile: ogni modifica richiede di intervenire nuovamente sul modello, con lavorazioni spesso lunghe e complesse.

Oggi in MAC Design si utilizza principalmente il clay professionale. Il materiale, una volta riscaldato, si presta a essere lavorato per apporto: si aggiunge volume dove serve; si toglie dove serve tensione; si corregge una superficie senza dover ricominciare da capo. Su una due ruote, dove un raggio di curvatura sbagliato di pochi millimetri modifica la percezione dell’intera fiancata, questa possibilità di intervenire con precisione riduce sensibilmente tempi e margini di errore.

Il modello in scala reale realizzato in clay permette di valutare con le mani, prima ancora che con gli occhi, il rapporto tra i volumi principali del veicolo: sella, serbatoio, codino, così come verranno percepiti da chi osserverà la moto ferma prima ancora di guidarla.

Dalla scansione 3D al modello CAD

Una volta definita la forma sul modello fisico, il lavoro prosegue con la digitalizzazione. La scansione 3D acquisisce una nuvola di punti che riproduce con precisione millimetrica ogni superficie modellata a mano, incluse le asimmetrie volute che danno carattere a un codino o a un cupolino e che sarebbe difficile ottenere lavorando direttamente al computer.
Da questi dati si costruiscono le superfici CAD, pronte per l’ingegnerizzazione di telaio e componentistica, mantenendo la fedeltà al modello scolpito a mano. È il punto di incontro tra lavorazione artigianale e strumenti digitali, che consente di trasformare rapidamente un modello fisico in un progetto tecnico.

L'additive manufacturing per validare le scelte progettuali

Prima di affrontare il prototipo definitivo, molti progetti prevedono un modello realizzato in scala ridotta tramite additive manufacturing, utile per verificare proporzioni e volumi di serbatoio, sella e mascherine quando correggere un errore richiede ancora solo la modifica di un file, non la produzione di uno stampo.

Questa fase permette di individuare eventuali criticità progettuali quando i costi e i tempi di intervento sono ancora contenuti, riducendo il rischio di affrontare modifiche più onerose nelle fasi successive.

Il prototipo marciante

Dopo la validazione del progetto, si passa all’additive manufacturing di grande formato in scala reale: le parti vengono assemblate su una struttura completa, equipaggiata con componenti reali come telaio, motore e ruote, fino a ottenere un prototipo marciante. In questa fase è possibile valutare non solo l’aspetto estetico del veicolo, ma anche ergonomia, funzionalità e comportamento dinamico attraverso test reali.

Ai grandi saloni internazionali del settore motociclistico, come EICMA, è frequente che i manufacturer presentino proprio prototipi di questo tipo: veicoli che hanno già attraversato l’intero percorso di sviluppo e arrivano pronti per una valutazione completa. MAC Design supporta i propri clienti fino a questo traguardo, seguendo la costruzione del prototipo marciante come tappa conclusiva del processo di sviluppo.

Un unico interlocutore per l'intero processo

Sketch, modellazione manuale, scansione 3D, progettazione CAD, additive manufacturing, prototipo marciante: sono fasi diverse, che richiedono competenze e strumenti diversi. Per il cliente, però, restano un unico percorso seguito da un singolo interlocutore.

È una delle ragioni per cui un numero crescente di manufacturer cinesi sceglie di affidarsi a MAC Design: la certezza di avere come partner uno studio italiano in grado di gestire l’intero processo di sviluppo di un veicolo a due ruote, senza dover coordinare fornitori diversi per ogni fase del progetto.

Se stai sviluppando un nuovo veicolo a due ruote e cerchi un partner in grado di seguirne ogni fase, parliamone.

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